Le 10 cose da sapere sul Kamut

Il kamut è un prodotto che impazza è ormai diffusissimo e molto conosciuto. Non è raro andare al supermercato e trovare biscotti, crackers  e molto altro.

Quel che si piace di questo grano oltre al sapore è anche l’aspetto salutistico e ad evidenziarlo ci sono diversi studi come quello condotto da un team di ricercatori dell’università di Firenze in collaborazione con l’Azienda Ospedaliero-Universitaria Careggi di Firenze. Nello studio si sottolinea come un consumo quotidiano di questo grano antico invece che del grano moderno sia efficace contro le malattie cardiovascolari e sui sintomi della sindrome del colon irritabile.

Lo studio evidenzia come un consumo regolare di prodotti a base di kamut riducano i fattori di rischio cardiovascolare come ad esempio il colesterolo totale -4% oppure il colesterolo LDL -7.8% , la glicemia -4% cosi come nel caso dei sintomi della sindrome del colon irritabile dove si evidenzia un miglioramento dell’intensità e della frequenza del dolore addominale, il gonfiore, la stanchezza, la dimensione addominale la qualità della vita. Questi risultati non si sono avuti con i prodotti a base di grano moderno

 

Ma veniamo alle 10 cose da sapere sul Kamut:

1. Kamut è il suo vero nome?

No il suo vero nome è Khorasan è un cereale antico usato già secoli fa in diversi posti nel mondo. Mentre la parola Kamut è un marchio commerciale.

2. E’ un grano egiziano?

La leggenda narra di un cerale trovato in una tomba egizia ma è solo una leggenda in realtà gli scienziati sono concordi nel collocare la sua origine in Iran dove c’è una regione chiamata proprio khorasan. Mentre la verità viene svelata proprio dal sito della Kamut: nel 1964 Bob Quinn vide ad una fiera questo “nuovo” tipo di grano e con il padre inizio a coltivarlo nella sua fattoria biologica. Negli anni ’90 registrarono il marchio e da quel momento in poi il khorasan è diventato per tutti kamut.

3. Esiste il Khorasan Italiano?

Esatto, questo cereale viene coltivato anche in Italia e più precisamente in Campania, in basilicata e in Abruzzo la varieta è conosciuta con il nome di SARAGOLLA (triticum polonicum).

4. Perché è così diverso dal grano moderno?

Perché come dicono anche i canali ufficiali, non ha partecipato alla “rivoluzione verde” che ha reso i grani moderni più produttivi e più resistenti alle aggressioni esterne. La famiglia Quinn si assicura che il loro cereale venga prodotto rispettando il rigido disciplinare che ne tutela la produzione secondo le regole dell’agricoltura bio questo per garantire un prodotto: puro, unico e autentico come in origine.

5. E’ un grano Proteico

Questo antico cereale ha un contenuto elevato sia di proteine che di minerali. In particolare è ricco di selenio, zinco e magnesio. Rispetto al grano comune ha maggior quantità di potassio e magnesio.

6. Aiuta l’attività dell’intestino?

Uno studio pubblicato sul British Journal of Nutrition ha dimostrato che una dieta a base di prodotti fatti con grano khorosan kamut aumenta l’attività antinfiammatoria nel corpo rispetto a una dieta a base di frumento moderno. In particolare secondo lo studio, dopo il consumo di prodotti a base di gran antico, i pazienti hanno sperimentato un significativo miglioramento nella portata e nella gravità dei sintomi legati all’intestino irritabile (gonfiori, dolori addominali).

7. Kamut contiene glutine? È adatto ad un celiaco?

Il kamut è un cereale che contiene glutine e come tale è sconsigliato alle persone affette da celiachia. Secondo uno studio in via di pubblicazione può essere invece consumato da chi ha una sensibilità al glutine.  

 

 8. E’ ricco di selenio e vitamina E

Una ricerca del 2011 ha dimostrato che il pane e la pizza preparati con il kamut contiengono quantità di selenio dieci volte superiori rispetto a quelli preparati col grano di frumento integrale. Maggiore anche il contenuto di caratenoidi. Da aggiungere anche l’elevata presenza di vitamina E: il 30% in più rispetto alla farina di frumento.

9. Combatte l’invecchiamento

Grazie all’elevata presenza di selenio nella farina di kamut la rende un alimento importante in chiave anti invecchiamento. Addirittura bastano 2 o 3 porzioni al giorno di un alimento a base di kamut per il raggiungimento della razione giornaliera raccomandata di selenio, oligoelemento che agisce sulla riduzione della formazione dei radicali liberi.

10. Fa bene al cuore

Il consumo regolare, come dimostra uno studio dell’Università di Firenze, ha importanti effetti sulla riduzione dei rischi cardiovascolari. Migliorano anche i marcatori di rischio.

Conclusioni e consigli

Bene allora non ti resta che inserire almeno un prodotto a base di kamut nella tua dieta quotidiana.

Stai attenta/o però perché in caso decidessi per una buona pizza realizzata con questa farina sappi che non è facile usarla in purezza (ovvero 100% farina di kamut), quindi la prima cosa che dovrai fare e accertarti che la tua pizzeria di fiducia usi esclusivamente la farina di kamut per realizzare l’impasto senza mischiarla con il grano moderno di cui sopra o farine 00 in generale.

Nel caso invece tu decida di venire ad assaggiare la nostra fantastica pizza sappi che l’impasto di kamut e realizzato esclusivamente con farina di kamut e che stendiamo la pizza solo su questo tipo di farina.

Se ti abbiamo fatto venire fame allora non ti resta che prenotare. Se vuoi farlo da noi questo è il numero 069147389 oppure puoi farlo senza dover prendere il telefono ma direttamente dal modulo contatti.

Fonti: www.kamut.com https://www.scienzanatura.it/

Healty Food Alla scoperta del Ganoderma Lucidum. Ce ne parla Massimo Sacco, il vice Presidente di Fimar

Ganoderma Lucidum – Reishi –

Cari lettori, oggi torniamo a parlare di
alimentazione naturale e lo faremo con Massimo Sacco, Food & Beverage Manager, esperto
in Food Wellness Trend, patron della
rinomata pizzeria “Alma Buona” in via
Angelo Emo 44 a Roma e vice Presidente di FIMAR (Federazione Italiana Manager della
Ristorazione).

Focalizzeremo la nostra attenzione su un fungo
coriaceo molto ricco di tannini, coltivato in Cina e in Giappone, dove viene
essiccato e trasformato in preparati di uso medicinale (polvere, decotti,
unguenti, compresse etc.).

Sto parlando del Ganoderma Lucidum o “Reishi” che, pensate, al suo interno contiene oltre 200 principi attivi. Alcuni
di voi lo conoscono come “fungo dell’immortalità” per le sue innumerevoli proprietà benefiche ma dovete sapere che tra i
giapponesi è chiamato anche “sedile delle scimmie” a causa della sua struttura rigida e legnosa.

Avrebbero molto da dirci gli abitanti di Okinawa,
un’isola del Pacifico con un’elevatissima presenza di centenari che fanno
del Reishi uno dei
cardini della loro alimentazione. È forse custodito in esso il segreto
dell’immortalità? Lasciamo che sia la scienza a dare una risposta, dopo aver
svolto tutti gli studi del caso…

Qualcuno di
voi conosce il Reishi perché
alcune aziende, arrivate in Italia, lo hanno venduto non solo “puro” ma anche
in polvere in bevande comuni, quali il caffe o il tè. E quello che può fare è a
dir poco meraviglioso…

Aggiunto al caffè per esempio opera in due modi: innanzitutto abbassa in maniera drastica e naturale la caffeina e quel po’ che lascia all’interno la “rende” metabolizzabile dal corpo umano; inoltre agisce sul PH.  Infatti  il caffè è una delle bevande più acidificanti in commercio ma aggiungendo il Ganoderma Lucidum diventa invece alcalinizzante.

Conosci la differenza tra PH Acido e PH alcalino? Te la faccio breve. Un corpo alcalino è un corpo sano, perché aiuta a prevenire le malattie, comprese quelle “brutte”. [fonte: Instituto de Bioenergía Humana (BHU) di Barcellona].

Il Ganoderma
Lucidum trae le sue origini in Asia ed è definito
fungo parassita. Cresce infatti su alberi di quercia e castagni ormai morti. Ha
un sapore legnoso e pungente, quindi stai attento quando lo abbini ad altri
alimenti.

Ha come
acerrimo nemico il tarlo. Per questo motivo, quando lo conservi devi assicurati
che rimanga in un luogo asciutto dove non ci siano tarli.

Forte no?  Ma non finisce qui.

Questo magnifico
fungo ha proprietà antinfiammatorie, aiuta a contrastare il diabete, riduce i
livelli di colesterolo, contribuisce allo sviluppo della massa muscolare, al
mantenimento dell’apparato osseo negli adulti e anche allo sviluppo in quello
dei bambini, normalizza la pressione del sangue e per finire aiuta a
regolarizzare l’intestino.

Il suo costo è abbastanza elevato ma non va
impiegato in dosi massicce per poter usufruire dei fantastici principi attivi
in esso contenuti. Come al solito, devi essere scrupoloso nel redigere la
distinta base della ricetta che lo conterrà e devi stare attento che la
grammatura venga rispettata, non solo per il costo ma anche per non rischiare
di alterare il gusto del piatto preparato.

Ti dico la verità, a me è venuta fame anche
perché mentre scrivevo mi sono venute in mente deliziose ricette che si possono
preparare con il “Reishi”. A te ne ha ispirato qualcuna? In caso affermativo
scrivimela e confrontiamoci, sarà un piacere poterti leggere e in caso darti
qualche consiglio.

Prima di
lasciarti, ci tengo a precisare che le mie sono solo delle informazioni e non
sostituiscono in nessun modo il parere di un medico, in caso di utilizzo del
prodotto per questioni di salute”.

Con voi l’appuntamento è al prossima lunedì con
una nuova entusiasmante rubrica dedicata all’healty food.

A presto, non
mancate!